Soudal Quick-Step, Patrick Lefevere ha qualche dubbio: “E se Remco Evenepoel fosse un corridore da classiche?”

Patrick Lefevere si mostra scettico sulle possibilità di Remco Evenepoel nei grandi giri. L’ex numero uno della Soudal Quick-Step è stato l’uomo che ha lanciato il talento belga facendolo passare professionista a 19 anni ancora da compiere (in realtà fu una scelta quasi forzata dalla volontà di altre squadre di ingaggiarlo direttamente, mentre lui voleva fargli fare un altro anno tra i giovani, ma questa è un’altra storia), indirizzandolo rapidamente verso i grandi giri, tanto da snaturare la sua intera squadra per andare appresso alle ambizioni di un fenomeno assoluto passato con grandissime prospettive.

Sette anni dopo, l’esperto dirigente fiammingo sembra ora avere qualche perplessità su alcune scelte, soprattutto del presente, del suo ex corridore. In particolare sulla decisione di saltare alcune classiche di un giorno che sarebbero invece potute essere molto adatte a lui, subendo contemporaneamente alcune sconfitte nelle corse a tappe, che sicuramente non fanno benissimo al morale (nel WorldTour non ne vince dal 2023)

Lefevere finisce così per fare un paragone sorprendente per il suo ex pupillo. “Avevo un buon esempio nella mia stessa squadra: Sylvain Chavanel, un francese. Era il nuovo arrivato. Avrebbe dovuto vincere il Tour. È diventato professionista a 20 anni. Ci ha provato […] ma cosa ha vinto alla fine? In verità, Sylvain era un corridore da gare di un giorno, come potrebbe benissimo rivelarsi anche il caso di Remco.”

Il corridore transalpino approdò molto più tardi in età alla squadra belga ed effettivamente riuscì in quegli anni a ribaltare la sua carriera, ottenendo risultati importati nella Classiche, vincendo Dwars door Vlaanderen e Freccia del Brabante, nonché sfiorando il trionfo al Giro delle Fiandre. Un paragone dunque da un lato non proprio lusinghiero per il classe 2000, che ha chiaramente già vinto molto di più di Chavanel, ma in cui non mancano degli aspetti simili, effettivamente.

Secondo il suo ex team manager Evenepoel, che ha vinto due edizioni della Liegi-Bastogne-Liegi, nonché tre volte la Clasica San Sebastian, un Mondiale in Linea (oltre ai tre a cronometro) ed è anche duplice campione olimpico (crono e in linea), a conferma di qualità decisamente importanti nelle corse di un giorno, “avrebbe dovuto essere alla Milano – Sanremo e avrebbe dovuto correre anche il Giro delle Fiandre o la E3 Saxo Classic”. “Gliel’ho detto una o due volte, ma beh… È così concentrato – e bisogna esserlo se si vuole ottenere risultati”, aggiunge.

Il bilancio nei GT al momento è dunque decisamente inferiore, complice anche la grande forza di corridori come Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard: “Ha vinto la Vuelta, sì. Ma ci sono altri due GT a cui puntare. Ho visto Jonas Vingegaard in azione alla Parigi-Nizza. Gli auguro buona fortuna”.

Il discorso poi si ammorbidisce, senza privarsi però di un monito a cui fare attenzione: “Ha tempo, no? Adesso ha 26 anni. Se si concede altri due anni per provare a vincere il Tour […] “D’altro canto… penso che se rimangono in salute, Pogačar e Vingegaard saranno una coppia molto difficile da battere. E ha anche concorrenza all’interno della sua stessa squadra. Prima non ce l’aveva…”

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